Le tessere per il mosaico dell’energy management

Nel post precedente parlavo di energy manangement e di modalità sistematiche per attuarlo. Abbiamo visto che la ISO50001, lungi dall’essere un costo insostenibile per i soggetti più piccoli, raccoglie al contrario i requisiti qualitativi, quasi di buon senso, per un sistema che realizzi il perseguimento della propria policy energetica: ciascuno può organizzarsi secondo le sue possibilità e mettere in scena un miglioramento continuo delle proprie prestazioni energetiche, facendo diventare normale un certo processo ciclico.

Certo, implementare la sistematizzazione della gestione implica il coinvolgimento di soggetti idonei, nuovi elementi di business e l’introduzione di nuove pratiche, come ad esempio:

  • Fornitori di servizi energetici (le ormai note ESCo, o Energy Service Companies)
  • Professionalità individuali (l’Esperto in Gestione Energetica, o EGE)
  • I servizi energetici stessi
  • Le metodologie di misura dei risparmi energetici
  • Il benchmarking delle prestazioni energetiche
  • Le modalità di auditing.

Tutto sta progressivamente procedendo e, oltre alla norma UNI EN ISO 50001 (accettata universalmente e alla quale si è giunti passando dalla UNI EN 16001), oggi ci troviamo con un quadro piuttosto integrato in termini di normativa volontaria sulla gestione energetica: mi sento di rappresentare i relativi standard con un mosaico di tessere ben incastrate (clic per ingrandire):

mosaico

Ciascuna di queste norme meriterebbe una disamina approfondita e, nel bene o nel male, critica.

Lasciamo come proposito nel cassetto, prima o poi, di affrontare anche questo compito, discutendo le norme una per una. Per iniziare citiamole tutte, velocemente, quasi per titoli:

  • La UNI EN ISO 50001 sostituisce la 16001, e riguarda i requisiti di un sistema per la gestione dell’energia (SGE). L’abbiamo già introdotta la scorsa settimana;
  • Una figura chiave per implementare un SGE ed utilizzarlo al meglio è quella dell’EGE, Esperto in Gestione dell’Energia. Il benchmark di valutazione per un EGE è fornito dalla UNI 11339, contenente la summa di esperienze e competenze che questa figura dovrebbe possedere. L’EGE è una figura particolare, e in qualche modo ci si prefigge con la sua istituzione di superare l’aggiramento che la figura dell’Energy Manager ha in questi anni subito. Ricordo che, a partire dal DM 28 dicembre 2012, un’organizzazione che ha nominato l’energy manager può conseguire direttamente i certificati bianchi per interventi idonei di efficienza energetica, senza bisogno di rivolgersi ad una ESCo che li metta in atto per suo conto. Ma tra poco più di un anno ciò sarà possibile solo se l’Energy Manager è anche EGE.
  • Le nominate ESCo, o Energy Service Companies, appunto, sono soggetti abilitati a fornire servizi energetici, tra cui l’idoneità a maturare i Certificati Bianchi. Una norma, la ISO UNI 11352, stabilisce appunto quali requisiti devono avere le ESCo per poter essere considerate tali (uno di questi requisiti è appunto di avvalersi del contributo di un EGE).
  • Ora, anche per i requisiti con i quali un servizio energetico viene somministrato c’è la possibilità di confronto con un insieme di requisiti di riferimento, che sono contenuti appunto nella norma UNI 15900;
  • Nell’insieme del miglioramento continuo e ciclico attuato da un SGE a norme, l’audit energetico è un momento fondamentale: la norma UNI 16247, raccomanda le modalità di esecuzione peculiari per un audit.  Comincia a diventare piuttosto articolata, se è vero che ormai si compone di 5 parti: la prima è generale, dalla seconda alla quarta ci si focalizza volta per volta su civile, trasporti e processi, mentre la quinta parte stabilisce i requisiti richiesti ad un auditor.
  • In tutto questo parlare di soggetti agenti e sistemi di gestione, è chiaro che alla fine si dovrà anche arrivare a stimare dei consumi e fare dei confronti, costruendo indicatori e eseguendo dei benchmark: le raccomandazioni per eseguire correttamente un benchmarking sono contenute nella ISO 16231.
  • Infine, gestire un sistema, operare con competenza nell’inquadrare e misurare  stati di fatto sfocia nell’individuare interventi di risparmio energetico, da mettere in atto e dei quali misurare l’efficacia: la norma UNI EN 16212 inquadra le due metodologie paradigmatiche di stima dei risparmi energetici, appunto l’approccio top down e quello bottom up.

Di seguito una tabella di compendio di quanto detto:

Immagine

Non sarebbe male proseguire con qualche osservazione critica. Ma intanto credo che come presentazione delle tessere del mosaico possa bastare.

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3 risposte a Le tessere per il mosaico dell’energy management

  1. Pingback: Le tessere per il mosaico dell’energy management | questione di energia

  2. Marcello ha detto:

    Complimenti per l’articolo! L’ho scoperto tramite b2corporate, che seguo ormai da tempo! Anche se non sono esperto di energia. Una mappatura chiara nonostante il marasma del nostro paese.

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