Il tempo è galantuomo?

Così fa intendere un vecchio adagio, riferendosi alla capacità del tempo di riparare torti e premiare meriti. Così, davanti all’evidente incongruenza di tempi nel confronto tra i 100 milioni di anni in cui sulla terra si sono formate le risorse fossili disponibili e i 200 anni in cui l’umanità ne ha consumata buona parte, mi aspetterei che il galantuomo si presenti prima o poi con l’intenzione di farci saldare qualche debito.

Ed è quasi ozioso stare a discutere se la buona parte sia il 20% piuttosto che il 40 o il 70%, dell’opera di 100 milioni di anni:  il ritmo di un aumento esponenziale non dà scampo, anche ad un tasso di pochi % ed anche partendo dalla più bassa delle 3 percentuali: al massimo la discussione servirebbe a stabilire se ne abbiamo per una generazione, due, o quattro: abbandonata la visione egocentrica, cambia molto?

Qualche complottista, pensa che solo per volere di qualche potere occulto non siamo a soddisfarci completamente al 100% di utilizzo delle rinnovabili (e di solito più intransigenti sono, meno distinguono il chilowatt dal chilowattora; anzi, giuro che mi capita sentire qualcuno convinto ci siano ancora le sette sorelle).

Rinnovabile è qualcosa che si rigenera allo stesso ritmo con cui viene depauperato. Ed è soprattutto il sole che rinnova le rinnovabili: oltre al solare stesso, fa crescere le biomasse, fa spostare le masse ventose per differenza di temperatura, fa andar l’acqua all’insù (per Totò ci riuscivano anche i soldi) perchè poi possa cadere.

E in effetti, facendo pochi conti con accuratezza limitata agli ordini di grandezza, è abbastanza semplice vedere che la terra è una specie di palla di circa 13000 km di diametro, infilzata in un ideale girarrosto, che capta continuamente dal sole una quantità di energia. Ebbene,  il procapite per dieci miliardi di persone di questa quantità potrebbe stimarsi 5000 volte il procapite attuale dell’Italia (diciamo 200 milioni di tonnellate di petrolio equivalente annuo su 60 milioni di persone, poco  più di tre tep/anno procapite, convertiti in usi finali elettrici, di trasporto, di calore).

E allora?

Eh beh, quel fattore 5000 fa presto a ridursi drasticamente:

1) altri organismi viventi sulla terra depauperano il livello energetico delle risorse disponibili

2) l’energia del sole va in gran parte dove non la si riesce a raccogliere

3) in altra gran parte va dove non la si riesce a trasportare fino all’utilizzo (e l’uomo occuperà sempre una parte veramente ridotta della superficie terracquea)

4) non arriva esattamente nel tempo in cui la si vuole consumare, e questo anche se fosse perfettamente programmabile, il che non è, e le capacità di accumulo hanno forti limiti

5)la trasformazione nei livelli ed usi energetici richiesti si trascina dietro spesso basse efficienze  di conversione

6) ci sono grossi problemi di ingombro nei sistemi atti a raccogliere e trasformare l’energia primaria, per unità di potenza e più ancora per unità di energia.

7) tanti altri fattori importanti.

mentre la domanda nel frattempo non smette di incrementarsi. Non è da dimenticare che in questi ultimi due secoli a consumare le fonti fossili è stata soprattutto una porzione piuttosto ridotta della popolazione mondiale.

Così, ad oggi l’utilizzo delle rinnovabili ha una quota decisamente minoritaria rispetto al fabbisogno energetico complessivo, e peraltro viene supportata da sistemi ad energia fossile che ne integrano le non programmabilità. In quei 7 punti sono contenuti sia limiti di principio che tecnologici. E così oggi, riducendo quel fattore 5000 con un prodotto di 7 percentuali, ciascuna minore di 100, evidentemente quel 5000 scende sotto il valore unitario (cioè energia fruibile da rinnovabili minore del fabbisogno).

Le domande sono:

1) Si può fare in modo che i sette rendimenti abbiano un prodotto maggiore di 1:5000?

2) Se sì, in quanto tempo?

3) Questo tempo è prima che le nostre abitudini in fatto di consumo energetico vengano troncate forzatamente da un calo di disponibilità di fonti fossili?

4) Quanto e come calare spontaneamente i nostri consumi perchè questo possa darci sensibilmente più tempo (questa è più una domanda da ultimo miglio, me ne rendo conto)?

Quante domande. Meglio continuare in un altro pezzo.

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