una sete complicata

Non mi occupo di acqua. Che però all’energia ci somiglia. Perlomeno entrambi (l’acqua ancor più) sono beni inalienabili; e si distribuiscono via rete (anche qui l’acqua ancora di più, nel senso che per  l’acqua spesso il nodo è proprio questo).

Primum vivere: se il diritto all’acqua è filosoficamente inalienabile, ma nessuno ha nè i quattrini nè la capacità di riparare il colabrodo che va dalla fonte all’utente, cosa te ne fai del diritto? Quindi ci sta che un privato possa metterci i quattrini e le capacità per investire e riparare. Non è un cavaliere bianco, per cui lo farà solo a condizione di una gestione concessa, in cui serve acqua ed emette bollette, per rifarsi. E quanto più è bravo a gestire il servizio,  tanto meno spenderà per garantire il minimo servizio pattuito, a vantaggio del suo margine. E quando un certo tempo, anch’esso pattuito, sarà scaduto, si farà da parte con investimento ripagato più un sacrosanto margine in saccoccia. Sacrosanto perchè ha vinto una gara, messo le capacità di costruzione e di gestione, preso il rischio: rispettati i termini di servizio con cui ha vinto l’appalto, cioè a cliente soddisfatto, tutto il resto è suo. Altrimenti si arrangi il pubblico da sè, se possiede internamente soldi e capacità…mi dite che ci sono poveri che la bolletta non la possono pagare? Benissimo, in certe situazioni il contratto preveda il sussidio. Sono dettagli che trovano una soluzione contrattuale.

Piuttosto, il problema è che anche questo connubio perfetto tra pubblico e privato è spesso  filosofia: se il privato fa margine non con bravura, ma piangendo di sopravvenuti imprevisti per aumentare le tariffe; se comincia a far solo finta di investire ciò che doveva, o di garantire il servizio richiesto; se manca un tribunale capace di richiamarlo ai suoi impegni, o se nemmeno c’è causa, grazie a qualche bel fettone elargito ai funzionari che dovevano controllare; se magari il privato è una multinazionale, armata fino ai denti di avvocati e faccendieri che in questi frangenti ci sguazzano…beh la filosofia resta teoria,  (e  quanto meno il paese in oggetto è serio, tanto più questo può succedere).

E d’altra parte un’ improbabile multinazionale “onesta e caritatevole” (come le mission di cui di solito si fregiano sui loghi)  probabilmente avrebbe vita difficile: gente che si serve facendo buchi nelle condutture, altra che sistematicamente ritiene che il prezzo giusto sia zero tondo e non sai come farli pagare…

Capita che più si ragiona su un problema, più la propria posizione si allontana dagli estremi. Nel mio post precedente si capisce che almeno per l’80-90% il nucleare in Italia non mi piace… ma sui due referendum per l’ acqua sono più dubbioso: alla fine mi direi abrogazionista al 60-70%.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in acqua, reti. Contrassegna il permalink.

lascia la tua

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...